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Archive for novembre 2008

 Si è prematuramente spenta una delle personalità più controverse e originali della scena musicale internazionale, il direttore inglese Richard Hickox, nato a Londra nel 1948 e scoparso pochi giorni or sono.
Allievo della Royal Grammar School of Music si era rivelato all’attenzione internazionale nel 1971 con la fondazione della London City Sinfonia cui segui nel 1990 quella della Baroque Orchestra collegium musicum 90. E’ stato direttore principale della BBC Orchestra dal 2000 al 2006. 
  Pochissimo noto in Italia – si ricordano solo alcune presenze al Festival di Spoleto – il direttore inglese si è distinto per una spiccata originalità delle scelte, sia interpretative sia di repertorio. Fra i primi campioni della filologia barocca si è sempre caratterizzato per un approccio particolarmente ascetico alla musica antica teso ad un estremo rigore nel rispetto degli scarni dati di orchestrazione. Emblematica in tal senso l’incisione de “L’incoronazione di Poppea” monteverdiana realizzata nel 1989 in cui viene seguito puntigliosamente lo spartito veneziano intepretandolo non come una sorta di dattilografia della partitura ma come la realtà di essa (per altro le orchestre del tempo non dovevano effettivamente contare più di una decina di elementi). Scelta coraggiosa, non sempre riuscita, ma di estremo interesse nel ricreare la specificità di una realtà musicale. 
  Solo apparentemente diversa la vibrante incisività che caratterizza la sua incisione dell’”Alcina” di Haendel, in cui si riconosce la stessa cura di dettaglio e la stessa volontà di ricreare le sonorità specifiche di un’epoca. 
  Precisione, nitidezza, cura assoluta del dettaglio, espressività tesa e spesso asciugata. Le caratteristiche delle incisione barocche di Hickox si ritrovano anche sull’altro versante in cui si è diretta la sua attività direttoriale, quella della musica contemporanea, specie inglese di cui è stato fra i massimi paladini del mondo: Delius, Walton (Troilus and Cressida, 1995), Vaughan Williams e soprattutto Benjamin Britten di cui Hickox è stato forse il massimo interprete degli ultimi decenni -si ascoltino a riguardo le registrazioni di “A Midsummer night’dreams (1992) e “The rape of Lucretia (1993) – affrontate con estrema originalità alla ricerca di componenti personali ed autonome rispetto al modello inarrivabile, ma non per questo esclusivo, proposto dallo stesso Britten.  
 
 
B. Britten, "The Tour of the Screw".
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